Quo magis in Christvm iacta sua damna levabat Spe Stephanvs, tanto Stephano praesentior ether Inter erat medios lapidum, tacto undique iactus, Mutandi Saulisque minas, verposque furentes
*Quo magis in Christvm iacta sua damna levabat Spe Stephanvs, tanto Stephano praesentior ether Inter erat medios lapidum, tacto undique iactus, Mutandi Saulisque minas, verposque furentes. - [Venezia?] : Sadeler excud. cum priuil. S.C.Mtis ; Marco Sadeler excudit, [16..]. - 1 stampa : bul. ; 220 x 142 mm. ((Tit. tratto dall'iscr. in calce alla parte fig. Per il tit. "La lapidazione di S. Stefano", l'inv. "Jacopo Palma il Giovane" e l'ind. "copia in controparte e in più piccolo formato della prova inc. da Egidius Sadeler II", cfr. TIB, 72, (Suppl. parte 1), 1997, p. 161, n. 7201.097 C2. La menzione da parte dell'autrice dell'iscrizione "Tintor inv." presente sul masso in basso a destra, non è incisa ma ms. ad inchiostro. - La prova, individuata da Isabelle de Ramaix, nota nel solo esempl. di Parma, è stata dalla stessa repertoriata tra le stampe pubbl. da Egidius Sadeler I e Johan Sadeler I, cfr. TIB, 70 (Suppl. parte 4), 2003, p. 205, n. 7003.165. In base a tali indicazioni riteniamo che l'excudit presente sulla stampa nella forma "Sadeler excud. cum priuil. S.C.Mtis", sia da riferire agli stampatori menzionati; deduciamo inoltre che l'aggiunta dell'excudit "Marco Sadeler..." qualifichi una prova di II stato. Lo stampatore risulta infatti attivo in tutta la I metà del XVII sec. - Noto il dipinto di Jacopo Palma nel Duomo di Cividale del Friuli.