*Altiss.mo et Illustriss.mo Principi Francisco Luxemburg Duci Pinei, Comiti Russij, Baroni Pugij, Pari Franciae, Equiti torquato vtriusq ordinis Regij. Sacri consistorij consiliario, Prefecto al.e cetum cataphractoru Equitu, et Prin: cipu ac nobilitatis Gallice Legato ad Summum Pontificem. [...] gallus, eius obsequentissimus sruus D. - [Roma? : s.n.] Cu priuil. S.mi D. N. Sixti Papa V. p. anos X., [1585-1600]. - 1 stampa : bul. ; 527 x 387 mm. ((Tit. tratto dall'iscrizione nella cartella all'interno della parte figurata, in basso al centro. Per il tit. convenzionale "La Sepoltura di Cristo" attr. al dipinto del Barocci, cfr. Emiliani, 1985, I, p. 151. Per l'attr. ad Anonimo Francese e l'indicazione di copia in controparte con varianti della stampa di Aegidius Sadeler, cfr. Zani, 2, IX, 1822, p. 9, copia N. Heinecken cita tra le copie dal Sadeler una incisione di Thomassin dedicata al principe di Lussemburgo, cfr. Heinecken, II, 1788, p. 147. L'Inventaire du Fonds Français ha repertoriato due stati di una stampa incisa da Thomassin e da lui dedicata a François de Luxembourg, ambasciatore de la Noblesse de France presso il Papa nel 1590: il II stato di questa prova con il nome del Thomassin abraso parrebbe corrispondere, salvo lievi varianti nelle misure, all'esemplare qui descritto, cfr. IFF (sec. XVI), II, 1938, p. 127, n. 114. - La d. di ed. è riferita al priviliegio decennale indicato sulla stampa concesso dal pontificato di Sisto V: nell'incertezza dell'attr. tale privilegio è attribuibile sia all'inc. che allo stampatore: se l'ascrizione al Thomassin è quella corretta, si potrebbe altresì ipotizzare che egli stesso sia anche lo stampatore della prova; la data del 1590 potrebbe risultare la più corretta. - Esemplare ritagliato: le misure sono quelle del foglio. - Indipendentemente dal suggerimento attributivo qui proposto, le date di pontificato di Sisto V, assieme ad alcune varianti iconografiche, ci autorizzano a considerare questa prova una traduzione autonoma del dipinto realizzato dal Barocci tra il 1579 e il 1582 per la cappella della Confraternita della Croce e Sagramento nella chiesa di Santa Croce a Senigallia; nota una replica pittorica e una serie di disegni preparatori, cfr. Emiliani, cit., pp. 150-167.