Quae potuit quondam Sacrum, laudata, capillum Tangere, quae plantis oscula mille dare: Nosse istis te assueta notis, qui credet eundem, Si solito prohibes oscula more dari
*Quae potuit quondam Sacrum, laudata, capillum Tangere, quae plantis oscula mille dare: Nosse istis te assueta notis, qui credet eundem, Si solito prohibes oscula more dari / F. Barocius Vrbinas invent. et pinxit. - A Paris : chez Pierre Mariette, rue s. Iacques a l'Esperance, [1638-1729]. - 1 stampa : bul. ; 418 x 297 mm. ((Tit. tratto dall'iscrizione in calce alla parte figurata. Per il tit. "Noli me tangere", in riferimento alla stampa di Ciamberlano di cui la prova è copia in controparte, cfr. TIB, 44 (20, Part 1), 1983, p. 61, n. 3 (30). Per il tit. convenzionale "Cristo che appare alla Maddalena" attr. al dipinto del Barocci, cfr. Emiliani, 1985, vol. II, p. 239. Per l'attr. dell'inc. ad Anonimo Francese, cfr. Zani, 2, IX, 1822, p. 108. - L'insegna "a l'Esperance", è propria a numerosi esponenti della famiglia di editori francesi Mariette. - Esemplare ritagliato: le misure sono quelle del foglio. - L'incisione di Ciamberlano traduce la terza versione del dipinto realizzata dal Barocci per i Buonvisi da destinarsi a una chiesa di Lucca, oggi conservato presso la collezione del Visconte di Allendale a Bywell Hall. La prima versione del dipinto è stata realizzata nel 1590 e oggi è conservata alla Alte Pinakothek di Monaco, la seconda versione agli Uffizi. Noti numerosi schizzi e disegni preparatori, cfr. Emiliani, 1985, vol. II, pp. 238-249.
Zani P., Enciclopedia metodica critico-ragionata delle belle arti ..., Parma, Tipografia Ducale, 1822, Parte 2, v. IX (I soggetti e le sezioni del Nuovo Tes Pag: 108