Roma - Palazzo Medici (Piazza Madama) - Affreschi - Sec. XVI-XVII
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*Polydoro Caravagien Celeberr. Pictore Delineatvm. - [Italia? : s.n., 1570-16..]. - 1 stampa : bul. ; 179 x 422 mm. - (Il Ratto delle Sabine e il trionfo di due imperatori romani ; 4). ((Tit. tratto dall'iscrizione in basso al centro. Per il tit. "Il trionfo di due imperatori romani", cfr. Bartsch, XVII, 1818, p. 109, n. 160. Copia in controparte dell'esempl. di Cherubino Alberti (B 160). - La d. di pubbl. copre un arco cronologico che va dall'anno di inizio attività dell'Alberti alla prima metà del sec. 17. - Esemplare ritagliato: le misure sono quelle del foglio. - L'esempl. fa parte di una serie che riproduce 5 stampe di Cherubino Alberti numerate da 1 a 5. Tale numerazione, presente anche sulle prove originali dell'Alberti, ha creato una discrepanza di trattamento da parte degli studiosi: gli esempl. numerati da 1 a 3 traducono il fresco con il "Ratto delle Sabine" esec. per la facciata di Palazzo Ricci (Roma) (B. 159); gli esempl. numerati da 4 a 5 traducono il fresco con "II trionfo di due imperatori romani" esec. per la facciata di Palazzo de Medici (Roma) (B. 160). Essi sono stati alternativamente trattati come 2 serie distinte o come insieme di 5 pezzi: il tit. della serie accorpa i due tit. attribuiti dal Barsch, cfr. TIB, 34, 1982, pp. 288-291, nn. 159-160(109).
*Polydoro Caravagien Celeberr. Pictore Delineatvm. - [Italia? : s.n., 1570-16..]. - 1 stampa : bul. ; 176 x 427 mm. - (Il Ratto delle Sabine e il trionfo di due imperatori romani ; 5). ((Tit. tratto dall'iscrizione in basso al centro. Per il tit. "Il trionfo di due imperatori romani", cfr. Bartsch, XVII, 1818, p. 109, n. 160. Copia in controparte dell'esempl. di Cherubino Alberti (B 160). - La d. di pubbl. copre un arco cronologico che va dall'anno di inizio attività dell'Alberti alla prima metà del sec. 17. - Esemplare ritagliato: le misure sono quelle del foglio. - L'esempl. fa parte di una serie che riproduce 5 stampe di Cherubino Alberti numerate da 1 a 5. Tale numerazione, presente anche sulle prove originali dell'Alberti, ha creato una discrepanza di trattamento da parte degli studiosi: gli esempl. numerati da 1 a 3 traducono il fresco con il "Ratto delle Sabine" esec. per la facciata di Palazzo Ricci (Roma) (B. 159); gli esempl. numerati da 4 a 5 traducono il fresco con "II trionfo di due imperatori romani" esec. per la facciata di Palazzo de Medici (Roma) (B. 160). Essi sono stati alternativamente trattati come 2 serie distinte o come insieme di 5 pezzi: il tit. della serie accorpa i due tit. attribuiti dal Barsch, cfr. TIB, 34, 1982, pp. 288-291, nn. 159-160(109).
[Il *trionfo di due imperatori romani] / Cherubinus Albertius Alberti F. Fecit Romae Cum Priuilegio S.mi Pontificis. - [Roma : eredi di Cherubino Alberti, 1628]. - 1 stampa : bul. ; 162 x 397 mm. ((Per il tit., cfr. Bartsch, XVII, 1818, pp. 109-110, n. 160. Per i tit. "Nazione barbara in fuga" e "Soldati e cavalieri romani che spingono una popolazione barbara in fuga", cfr. Marabottini, 1969, I, p. 360; II, pp. CXXXII-CXXXIII. Monogramma "CA" all'interno della parte figurata, in basso a sin. La tavoletta nel marg. inf. reca l'incipit della ded. degli eredi dell'Alberti al cardinale Francesco Barberini "Albertvs Albertvs Observantiae Ergo. D.D." il cui proseguimento va letto in una seconda tavola che, oltre a completare il fregio, secondo alcuni studiosi doveva, o poteva, essere giuntata in larghezza. Questa tav. reca inoltre, in basso a sin., all'interno della citata tavoletta, il n. "4"; la menzionata 2.a tav. il n. "5": tale numerazione ha creato una discrepanza di trattamento da parte degli studiosi; le 2 tav., per lo più repertoriate autonomamente, sono anche lette come parte di una serie di 5 pezzi, che comprendono 3 tav. con la traduzione dei freschi con Il Ratto delle Sabine, numerate da 1 a 3. Note nel solo stato descritto, le prove potrebbero essere state numerate successivamente ad una prima tiratura, accomunate da una analogia di formato e di soggetto, traduzione di due cicli distinti di affeschi di Polidoro da Caravaggio, eseguiti per le facciate di Palazzo de Medici (Piazza Madama, Roma) e di Palazzo Ricci (Roma). - Esempl. editato nel 1628, dopo aver ottenuto il privilegio del pontefice, per cura di Lattanzio Pichi, genero dell'Alberti, insieme ad altri 30 rami proprietà degli eredi dell'intagliatore, cfr. Bartsch, cit., p. 46; Servolini, 1932, p. 764: la fonte è una lettera dello stesso Pichi al cav. Pozzo. - Esempl. ritagliato: le misure sono quelle del foglio. - Il rame è conservato alla Calcografia Nazionale (Roma), cfr. Petrucci, 1953, p. 11, n. 1793-16. Dei freschi del Polidoro per Palazzo de' Medici, trasportati a Palazzo Barberini nel 1633, si conservano alcuni frammenti originali, cfr. Marabottini, cit.