Quali sono i meccanismi della globalizzazione? Baldwin si focalizza sulle differenze tra la vecchia e la nuova globalizzazione. La prima, iniziata nell’Ottocento, ha portato le nazioni ricche al dominio assoluto. La «nuova globalizzazione», invece, guidata sul finire del ventesimo secolo dalle ICT, ha radicalmente ridotto il costo di spostare le idee oltre i confini.
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Ciò ha reso conveniente per le imprese trasferire il lavoro ad alta intensità di manodopera nelle nazioni in via di sviluppo. Se con la prima globalizzazione ha avuto luogo la «grande divergenza» tra i paesi industrializzati del Nord e il resto del mondo, con la seconda globalizzazione abbiamo assistito alla «grande convergenza», con la conseguente crescita e industrializzazione dei paesi che prima erano ai margini dell’economia mondiale e la deindustrializzazione delle nazioni sviluppate. In un futuro non troppo lontano, la «telepresenza» e la «telerobotica» potranno abbattere i costi di circolazione delle persone consentendo di separare fisicamente le prestazioni di lavoro dai lavoratori?
Richard Baldwin, figura di primo piano nell’ambito degli studi economici, è professore di Economia internazionale al Graduate Institute di Ginevra. Direttore del Centre of Economic Policy Research (CEPR) di Londra dal 2014 al giugno 2018, è anche editor in chief di «Vox», che ha fondato nel 2006. Ha conseguito il PhD in Economia al MIT sotto la guida di Paul Krugman, con il quale ha successivamente scritto numerosi articoli, ed è stato visiting professor all’Università di Oxford e al MIT. I suoi interessi di ricerca spaziano dal commercio internazionale alla globalizzazione, al regionalismo, all’integrazione europea, temi sui quali ha una vasta produzione scientifica e ha operato come consulente per numerosi governi e istituzioni internazionali (Commissione europea, OCSE, Banca Mondiale, EFTA, USAID).). Tra i vari titoli ci limitiamo a ricordare «The Economics of Europeani Integration» (con Charles Wyplosz, 20093), «Multilateralising Regionalism. Ideas for a WTO Action Plan on Regionalism» (con Phil Thornton, 2008) e, con il Mulino nel 2007, assieme a Tito Boeri e Giorgio Barba Navaretti, «Come sta cambiando l’Italia». Il suo ultimo libro «La grande convergenza. Tecnologia informatica, Web e nuova globalizzazione» (Il Mulino, 2018) fornisce uno sguardo innovativo e originale sugli scenari economici aperti dalla nuova fase della globalizzazione che ha radicalmente mutato gli equilibri tra Est e Ovest. Il Mulino ha pubblicato anche il suo «Rivoluzione globotica. Globalizzazione, robotica e futuro del lavoro» (2020)
*Cocktail : Palazzo Isolani, via S. Stefano 16, Bologna / Foto Gianni Schicchi. - 10 novembre 2018. - 177 fotografie digitali, color (JPG), (484 MB; 3000 x 2000 pixels) su Server. ((Foto Gianni Schicchi, Bologna. - File digitali conservati su Server della Casa editrice “Il Mulino”. - La visualizzazione in Catalogo delle fotografie presenta l’aggiunta di un foglio di appunti dattiloscritto con i nomi degli effigiati, risultato di una ricerca coeva alla catalogazione.