Lo spazio del welfare è costruito a partire dalla seconda metà del XX° secolo in Europa, da quell'insieme di spazi di socializzazione e di vita collettiva, di servizi ed attrezzature che, nonostante molti limiti, hanno cercato di garantire comfort, salubrità e sicurezza alla città, dando forma concreta alle politiche del welfare state.
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Se negli anni Sessanta e Settanta il reportage ha creato una rappresentazione del welfare sulle emergenze sociali e culturali attorno al tema dell’emarginazione e della reclusione, per tutti gli anni Ottanta e buona parte degli anni Novanta è completamente assente una rappresentazione dello spazio del welfare inteso come spazio della socialità e dell’identità. Il progetto d’indagine, curato da William Guerrieri e Stefano Munarin, ha preso in esame diverse tipologie di welfare: un’attività di socializzazione rivolta ad un gruppo di anziani, un centro giovani, un servizio di pubblica lettura in un reparto ospedaliero, una scuola dell’infanzia ed un centro sociale collocato in una struttura polifunzionale.