73 AA 52 3 / 34 B 12 (+94 6) / 41 A 33 11 : 41 A 12
Sistema di classificazione Iconclass
Collegata a 3 risorse
Dal catalogo
L'*Annonciation. : O trois fois hereuse Marie: D'avoir conceu notre divin Sauveur: Mais plus heureuse encor et plus digne d'envie De l'avoir conceu dans son coeur / J. Gole fec: et exc: cum Privilegio ordin: Holland: et West-Frisiae. - [Amsterdam o Haarlem? : Jakob Gole, 1688-1704]. - 1 stampa : maniera nera ; 280 x 180 mm. ((Tit. tratto dall'iscrizione in calce alla parte figurata. Compl. del tit. tratto dai versi su due colonne nel marg. inf. Per il tit. "Annunciazione", cfr. Le Blanc, II, 1856, p. 303, n. 3. - Il luogo e la d. di ed. sono quelli di probabile attività dell'inc.: l'arco cronologico è riferito al privilegio di stampa concesso all'inc. nel 1688 per 15 anni, cfr. Thieme, Becker, 14, 1921, p. 343. - Marginino. - La prova, repertoriata dallo Zani tra le copie da Barocci, presenta una variazione iconografica: "inc. a foggia nera, ma senza il gatto", cfr. Zani (Ms. Parm. 3615), p. 1930.
[*Annunciazione] / Federicus Barocius fecit. - [Italia : s.n., dopo il 1581]. - 1 stampa : bul. ; 430 x 310 mm. ((La stampa, parzialmente mutila del margine inferiore, è stata in parte ricomposta mediante l'utilizzo di una controfondatura: i due frammenti recanti parte dell'iscrizione originale sono stati affiancati pur non essendo probabilmente in origine contigui. Ne segue una lettura "Federicus Barocius fecit": tra la parola "Barocius" e la parola "fecit" è ancora leggibile un segno che attesta la diversa collocazione del frammento. Lo stato di conservazione della prova non ci consente dunque attribuzioni certe. Tit. tratto dall'esempl. del Barocci di cui la prova è copia in controparte, cfr. Bartsch, VII, 1818, pp. 2-3, n. 1. - Luogo e d. di pubbl. posteriori alla probabile d. di esesc. dell'es. del Barocci. - Esemplare ritagliato: le misure sono quelle del foglio.
[*Annunciazione] / Federicus. Barocius. Vrb. inuentor. excudit. - [Urbino : Federico Barocci, ca. 1581]. - 1 stampa : acqf. ; 439 x 314 mm. ((Per il tit., cfr. Bartsch, XVII, 1818, pp. 2-3, n. 1. - Luogo e d. di ed. sono quelli di probabile esec., crf. DBI, 6, 1964, p. 426: unica lastra siglata dell'excudit dell'inc. - Acqf. bulino e puntasecca. - II stato, cfr. Zani (Ms. Parm. 3615), p. 1929; Le Blanc, I, 1854, p. 149, n. 1; Meyer, III, 1885, p. 29, n. 1. - Il rame è conservato alla Calcografia Nazionale (Roma), cfr. Petrucci, 1953, p. 19, n. 83. Detta matrice era già menzionata nel 1648 nelle quote d'eredità di pertinenza di Girolamo De Rossi, cfr. Grelle Iusco, 1996, pp. 223-231, n. 3 e 426-427 (p. 45 c. 3). - L'incisione traduce il dipinto eseguito dal Barocci per la cappella di Francesco Maria II, Duca di Urbino, nella Basilica di Loreto negli anni 1582-84, cfr. Emiliani, 1985, vol. I, pp. 198-209.